THE MIDNIGHT SKY

Si sa, il desiderio umano di conoscenza è insaziabile, sempre lo è stato e per sempre lo sarà. Lo spazio è una delle materie care ai registi, ben volentieri messo sotto la luce dei riflettori. Quanti film ci sono dove l’esperienza spaziale è resa protagonista? Anche “The Midnight Sky” tratta questa tematica. Questo lungometraggio riesce però ad essere originale nel sviluppare la sceneggiatura e nella  risoluzione registica, capace di incuriosire lo spettatore e metterlo di fronte a delle domande. Quello che appare non è esattamente quello che lo spettatore pensa che sia. Un astronomo oramai malato e arrivato alla fine della sua carriera, si trova a combattere quasi in solitudine contro una malattia che lo costringe ad un’esistenza fatta di restrizioni. Soprattutto però il dottor Lofthouse deve far fronte all’aria irrespirabile che ha portato la distruzione del pianeta Terra e la conseguente scomparsa del genere umano che pian piano si sta facendo sempre più inesistente. Augustine ha la possibilità di parlare solo con Iris, una bambina rimasta sola e con degli astronauti che stanno cercando di fare ritorno a casa da una missione su un satellite di Giove. Accade però qualcosa di strano: La bambina chi è veramente? Gli astronauti sono dei semplici colleghi? Riusciranno a fare ritorno sulla Terra? 

Sceneggiatura originale anche se non del tutto avvincente.

Scenografie immense, poetiche e nonostante siano fredde e tempestose, riescono ad avvolgere lo spettatore ed immergerlo nei sentimenti caldi e speranzosi del protagonista.

Ottima interpretazione di George Clooney quasi irriconoscibile se non fosse per lo sguardo inconfondibile.

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