ROOM

Stanza. 6 lettere. 2 sillabe. Una sola parola che racchiude però un mondo intero. In realtà si tratta di una briciola di mondo che però é il solo ed unico che conosce il piccolo Jack. Per il bambino fino al suo quinto anno di età la vita, il mondo, la famiglia é tutto racchiuso nella Stanza che condivide con la giovane madre. All’inizio non sono ben chiari i motivi che li portano a vivere, a subire in quelle condizioni ma ben presto sarà proprio la ragazza madre a raccontarcelo. Una pagina di cronaca nera assurda e la cosa più sconcertante é che non sono pochi i casi similari purtroppo. Una ragazza strappata dalla sua vita di adolescente, rinchiusa in un luogo oscuro e violentata ripetutamente dal suo carnefice. La donna vede in Jack la sola ancora di salvezza e mezzo per svegliarsi dal loro incubo.
Straordinaria la sequenza che vede protagonista il bambino che per la prima volta si impadronisce del mondo, che finalmente assapora il vento, vede le nuvole, capisce che esistono veramente altre persone. Un legame madre-figlio indissolubile che ogni tanto sembra vacillare ma che invece sottolinea solamente un disagio, la difficoltà di entrambi di lasciarsi alla spalle il passato per riappropriarsi della propria esistenza, della propria natura, delle proprie paure, speranze e desideri. Un nuovo inizio sta per iniziare per loro. Una storia vera finita “bene” ma bisogna anche ricordare quelle che purtroppo non hanno avuto la stessa sorte.
Un film drammatico che ti fa piangere il cuore, che ti emoziona, che ti fa arrabbiare ma che allo stesso tempo ti culla e ti consola.

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