NON ODIARE

Soggetto cinematografico banale. L’ennesimo film sul fascismo e l’antisemitismo. Fin qui niente di sbagliato in quanto le tematiche anche se straviste rimangono ahimè argomenti caldi e lo saranno sempre perché dalla storia passata e dagli errori trascorsi non abbiamo ancora imparato molto. Il problema consta nello spessore della sceneggiatura. Quasi come se il regista avesse paura di andare nel profondo, di dire la sua e quindi cerca di rimanere a galla senza mettere quella chicca in più. Tutti i presupposti c’erano: attori in grado di portare in scena il dolore, la paura, la rabbia, il coraggio anche soltanto con uno sguardo ma la sostanza viene a mancare. Scenografia molto toccante: già la prima inquadratura è spiazzante! In essa infatti consta tutto il film:  due mondi paralleli, una macchina e una canoa, due elementi uno naturale puro come l’acqua e il cemento della strada, massiccio, ingombrante e cruento, due uomini, passeggeri del viaggio della vita facenti parte di due binari opposti ma uniti da un punto in comune: la perseveranza nel mantenere alti i propri valori.

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