MADRES PARALELAS

GENERE: Drammatico

PAESE: Spagna

DURATA: 2 ore 

PIATTAFORMA: visto al cinema, PortoAstra (Padova)

INTERPRETI DI SPICCO: Penelope Cruz, Aitana Sánchez-Gijón e Rossy de Palma

Due donne. Janis e Ana. La prima già matura, l’altra giovanissima. Entrambe hanno una storia privata complicata ma sono unite da uno stesso sentimento. Le due donne si conoscono in ospedale, all’interno del reparto di maternità. Ambedue partoriscono lo stesso giorno. Il tema centrale di questa pellicola è senza dubbio la maternità. Maternità che assume differenti sfumature. Se per Janis la gravidanza è un evento inaspettato ma magico, accaduta per caso, in tarda età e per questo apprezzata fin da subito. Da Ana invece viene vissuta come una disgrazia, come conseguenza di un atto non voluto fino in fondo. Una volta nate le bambine, le donne si fanno la promessa di rimanere in contatto. Ma non tutto fila liscio. Quando l’ex compagno di Janis le chiede di vedere sua figlia, accade qualcosa di impensabile: l’uomo non la riconosce, pretende di effettuare il test del DNA in quanto crede che la bambina non sia sua. La donna in effetti aveva notato che la fisionomia della bimba non corrispondeva molto né alla sua né a quella del padre ma la sentiva fortemente sua e non ci aveva dato troppo peso. I dubbi di Janis avanzano e prende piede nella sua testa una teoria spiazzante che poi viene confermata. Le figlie di Ana e Janis sono state scambiate alla nascita: sua figlia è in realtà figlia di Ana e la figlia di Ana è sua figlia. La notizia appena appresa la scombussola enormemente ma non è tutto. Un altro evento la mette a dura prova. La figlia di Ana o meglio la sua è morta durante il sonno. “Cose che capitano” le dice Ana che sembra quasi essersi liberata da un peso che non si sentiva pienamente pronta ad affrontare anche se si era molto affezionata alla bambina e stava cominciando ad essere un’amorevole mamma. Janis è schiacciata da una bufera di emozioni: rabbia, rimpianto, lutto, solitudine e tradimento. Quale sarà la reazione di Ana alla terribile scoperta fatta da Janis? Chi sarà la madre della bambina condivisa? La fine di tutto non è nient’altro che l’inizio di una nuova vita. Lo spettatore non si trova davanti al “solito” film di Almodòvar. Solitamente infatti nelle pellicole del grande regista spagnolo sono allo stesso modo protagonisti sia il filone drammatico che quello ironico. Uniti i due livelli narrativi creano un’esplosione che allo stesso tempo fa riflettere e divertire lo spettatore. In questa pellicola non si verifica questo. La drammaticità è al culmine e non ci sono vie di fuga leggere utili a far prendere aria allo spettatore totalmente invece travolto nell’intensità degli eventi. Penelope Cruz straordinariamente immersa nel suo personaggio. Nonostante la recente carriera cinematografica anche la giovane Milena Smit è degna di nota, sguardo disarmante e magnetico.

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