MACBETH

Un monologo per di più che non ha nulla di originale ma che prende punto per punto, o quasi, alla lettera le parole shakespeariane. Nonostante l’ottima prova attoriale di Fassbender che con i soli sguardi riesce a trasmetterti tutto, il film si nasconde dietro un solo elemento che spicca notevolmente rispetto a tutte le altre sfaccettature tecniche, elementi intrinsechi di una pellicola: gli effetti speciali. Scene che grazie alle scelte stilistiche ti catturano e ti entusiasmano. Flashback, forwards, colori che accendono o spengono la scena, rallentare quasi bloccare una scena, il sottofondo musicale che si blocca, che si rallenta, che ci “parla” in concomitanza con le immagini. Un film che trova quasi esclusivamente spazio grazie a questi elementi. La sceneggiatura ovviamente non è originale ma poteva essere articolata nonostante avesse all’origine una forte punto di partenza. Scenografia, fotografia, effetto rumore-sonoro rilevanti.

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