L’ULTIMO PARADISO

Onore. Rispetto. Vendetta. Il tema dell’amore il più antico di tutti. Vita e morte. Morire per amore. Vivere per morire. Giustizia e ingiustizia. Vivere con ingiustizia. Morire per la giustizia.

Due famiglie unite dallo stesso tragico destino. Due giovani innamorati. Un amore il loro non voluto e non rispettato dalle rispettive famiglie. Due uomini, così diversi ma alla fine così uguali. Cumpà è un uomo burbero e maschilista, proprietario terriero, che non si ferma davanti a nulla, cruento con tutti, con le sue figlie e con i suoi braccianti. Ciccio invece è un giovane uomo che sa amare, che sa rispettare gli altri. Quest’ultimo ha però un problema: ama Bianca, la figlia del suo nemico. Cumpà e Ciccio hanno due personalità apposte: se uno è accomodante, l’altro è irruente ed aggressivo. Lo spettatore assiste alla tipica rivalità maschile che prepotentemente regnava una volta, dove solo la forza fisica era l’espressione del potere. La virilità era l’unica arma per emergere. Con il fine di rivendicare il suo potere e ripristinare l’onore della sua famiglia, Cumpà arriva a condurre un atto cruento. L’uomo uccide l’amante della figlia in quanto già sposato e non destinato a sua figlia. Non si ferma alla “semplice” uccisione bensì priva la salma anche dell’organo genitale in senso di sfida ed onore. Il defunto aveva un fratello gemello che, appresa la notizia, fa ritorno al paesino nativo e prima di decidere di andarsene a sua volta si vendica. Lo spettatore non vedrà mai in “faccia” il protagonista di tale atto ma immagina che sia stato lui, deluso dalle indagini della polizia che non portano a niente. 

“L’ultimo Paradiso” racconta di un amore romantico ma drammatico, il sogno di un sentimento “perfetto” e sincero che viene a svanire. 

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