LITTLE SISTER

Delicatezza allo stato puro. La forza delle donne. I legami della vita che possono mutarsi, allargarsi, rompersi ma anche ricostruirsi. Quattro donne, quattro figlie, quattro sorelle, quattro caratteri e altrettanti modi di affrontare la vita, di reagire alle difficoltà. Un unico tassello riesce a riunire le figure femminili protagoniste: il padre, l’unico uomo della loro vita. Oserei descriverlo come un “balletto delle/tra le emozioni”. Sentimenti che pian piano sgorgano fuori, non tutto e subito ma con cautela. Questa lentezza allo spettatore può seccare soprattutto all’inizio della pellicola nel momento in cui sembra che la storia vera e propria faccia fatica a spiccare il volo ma quando comincia a delinearsi questa spinta ecco che la lentezza del film diventa un ritmo da apprezzare e non da additare.

Colonna sonora quasi assente ma quando é presente riesce a toccare le corde vocali del cuore. Sceneggiatura semplice e sensibile. A volte pecca di troppa facilità forse nell’affrontare determinate tematiche che meriterebbero uno spessore maggiore.

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