JENNY’S WEDDING

Una trapunta di emozioni. Un quadro interiore che si fa in pezzi quando viene mostrato anche agli altri, alla propria famiglia soprattutto. Un puzzle da ricostruire pezzo per pezzo. Il titolo del film sarebbe dovuto essere “Le persone felici non hanno il prato secco”, frase più di una volta pronunciata dalla sorella della protagonista intendendo dire che la propria felicità bisogna crearsela e non aspettare che arrivi da sé. Siamo noi stessi che dobbiamo rimboccarci le maniche per raggiungere i nostri obbiettivi e se le cose così come sono non ci rendono felici allora è il momento giusto per cambiare rotta. Non importa se faremo male a qualcuno a cui vogliamo bene, una volta che capiranno il perché delle nostre azioni non faranno altro che appoggiarci. Ed è quello che pensa Jenny. Per anni ha tenuto segreto la sua vera identità sessuale. In seguito all’ennesima frottola raccontata alla sua famiglia di un amore finito con un uomo, decide che è tempo di urlare ad alta voce che ha trovato finalmente la persona giusta, una donna. Una confessione che ha dovuto pagare a caro prezzo ma che dopo non pochi tormenti è stata apprezzata e riconosciuta. Ci sono cose che non debbono essere per forza approvate perché l’importante è sapere chi siamo noi però poi accade che il mondo punisca tutto quello che secondo lui non va bene e allora ecco che il tutto diventa niente.

Un’ora e mezza interpretata dalla brava Katherine Heigl. Nonostante il tema non nuovissimo, già trattato in altri lungometraggi più o meno recenti questa pellicola non stanca, ci tiene imbambolati a seguire le vicende della famiglia Farrell, delle scelte e delle loro conseguenze. Delicatezza ed energia sono gli ingredienti principali.

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