IL TRUFFATORE DI TINDER

GENERE: Documentario

PAESE: Inghilterra

DURATA: 1 ora e  54 min

PIATTAFORMA: Netflix

Per i bambini l’amore è quello delle favole e dei cartoni animati. Un amore puro, felice, corrisposto ed appagante. Un amore per lo più facile da trovare. Le bambine poi crescono con l’ideale del principe azzurro: un uomo perfetto, bello, gentile, ricco e salvifico. Ma la realtà è un’altra. Un’apparente favola può invece nascondere un lato oscuro. I principi azzurri ce ne sono ma sono rari. Questo docufilm ci narra proprio questo. Una favola o meglio più favole finite male. Un amore magico che si trasforma in truffa. Donne in cerca del vero amore o di un’amicizia importante. Nel mondo contemporaneo l’amore non si trova solamente per caso in una caffetteria, in un pub o tra il gruppo di amici ma lo si cerca anche online. Una delle piattaforme più conosciute al mondo utile al medesimo fine è Tinder. Una conoscenza che potrebbe sfociare in amore fatto di “sta scrivendo”, match, swipe, notifiche e messaggi vocali fino all’incontro vero e propio nel mondo reale. Ma chi è realmente quella persona? È stato sincero? È veramente chi dice di essere? Le protagoniste dell’episodio di cronaca finito sulle testate giornalistiche internazionali non si sono fatte tutte queste domande all’inizio della relazione virtuale e non solo. Si sono basate sulle ricerche on line e una volta cullate dalle informazioni ottenute hanno approfondito la conoscenza. Approfondito fino al punto che si sono innamorate o comunque instaurato una relazione di fiducia estrema. I primi campanelli di allarme sono arrivati nel momento in cui le richieste di denaro da parte dell’uomo nei confronti delle donne cominciava ad essere insistente senza mai restituire la somma chiesta. Una donna è arrivata ad avere nove creditori. L’uomo era diventato a tutti gli effetti un truffatore. Era riuscito a manipolare le vittime facendo leva sui sentimenti che quest’ultime provavano nei suoi confronti e facendo credere loro di essere minacciato di morte. Una storia drammatica che per le donne vittime della truffa non è ancora finita in quanto devono ancora ripagare le banche mentre l’adescatore ha scontato una pena di soli cinque mesi per poi ritornare alla vita di sempre. Arresto riuscito grazie ad un gruppo di giornalisti, polizia e donne che lo hanno denunciato. Chissà quante donne ancora oggi sono cadute nella sua trappola. Si può parlare di giustizia? Perché la burocrazia ha permesso tutto questo? Social: arma a doppio taglio. Tanto è bello il mondo on line, quanto è pericoloso. Caso vuole che oggi è proprio San Valentino, la festa degli innamorati. Voi che siete in ascolto, uomini e donne, assicuratevi che la persona che avete al vostro fianco sia quella giusta, trasparente, cooperativa, con i suoi pregi e difetti ma che tenga a voi, che vi faccia sorridere e che non vi faccia sentire a disagio o inferiori. Se avete il minimo dubbio mettete fine a quella relazione. Parlatene con amici, parenti o direttamente fate riferimento alle forze dell’ordine. Non si può pensare di farla finita per colpa di qualcuno che persegue solo i suoi sporchi affari e vi ha messo nei guai. 

Dal punto di vista tecnico, il lungometraggio appare ben costruito. La narrazione è fluida. Non ci troviamo davanti ad un documentario in senso stretto. I racconti delle testimoni sono cinematograficamente riportati. La durata non è eccessiva. Lo spettatore è catturato fino alla fine, voglioso di scoprire com’è finito il caso. Deluso dalla piega che ha preso dal punto di vista burocratico ma soddisfatto dalla resa filmica.

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