IL FILO INVISIBILE

GENERE: Commedia agro – dolce

PAESE: Italia

DURATA: 90 min

PIATTAFORMA: Netflix

INTERPRETI DI SPICCO: Filippi Timi, Francesco Scianna

Il filo invisibile è la storia di una famiglia normale, affiatata, ben amalgamata che ha trovato il suo equilibrio esistenziale quotidiano. Qualcosa però comincia a scricchiolarsi quando i due padri si ritrovano nel bel mezzo di una crisi di coppia. Simone ha tradito Paolo e tutte le dinamiche stanno per cambiare. Leone, il figlio della coppia, già in crisi adolescenziale per conto suo con l’aggiunta dei pregiudizi che vive dai suoi compagni di scuola meno abituati ad una famiglia particolare come la sua, si ritrova spaesato senza punti di riferimento. Come spesso accade quando una coppia si separa, i figli diventano oggetto di controversia ed è questo anche il caso del nostro co protagonista. Quando si pensa che sia stato raggiunto il culmine della disgregazione famigliare, subentra un altro avvenimento che sconvolge la situazione. Entrambe le figure genitoriali desiderando l’esclusività dell’affidamento del minore, richiedono un test del DNA per vedere quali dei due è il padre biologico. Una serie di avvenimenti porterà ad una rivelazione: nessuno dei due è il padre naturale. Non vi svelo il finale ma ce ne saranno delle belle.

Durante la visione della pellicola è impossibile non pensare alla burocrazia italiana in ambito di genitorialità omosessuale. In questo film viene messa in luce palesemente questa problematica. Ci troviamo davanti ad un film allegro, divertente per alcuni aspetti ma per altri una protesta nei confronti della disuguaglianza legale. La pellicola non vuole porsi come accusa ma una libera espressione della frustrazione di una coppia omosessuale e un figlio che si trova smarrito nei confronti delle circostanze che subisce. Tirando le somme ci troviamo davanti ad una pellicola delicata e divertente ma che non fa finta di niente, non nasconde le difficoltà emotive e burocratiche legate alla loro condizione. Una famiglia allargata che nonostante problemi di coppia, esistenziali e legali riesce ad affrontare tutto, a costruirsi e a ritrovarsi.

Maternità, omosessualità, adolescenza. Elementi delicati ma che sono stati trattati con semplicità e quasi sempre con spensieratezza quasi volerci dimostrare che non c’è nulla di difficile quando si ama e quando tutti lavorano insieme per raggiungere quel tanto desiderato stato di serenità. Il filo invisibile a mio avviso è nient’altro che il legame che unisce i membri della famiglia costruita da Simone e Paolo. Il filo che unisce ad esempio i due padri tra loro e con il figlio e il filo che lega Leone alla sua madre biologica. Legami visibili ed invisibili allo stesso tempo che stanno alla base delle loro relazioni razionali ed irrazionali.

Gli aspetti tecnici vengono un po’ meno rispetto alla tematica trattata. Sottolineo però la bravura dei protagonisti. Filippo Timi, Francesco Scianna e il giovane Francesco Gheghi che riescono ad amalgamarsi perfettamente l’uno con l’altro e ricreano senza troppe difficoltà il quadro di una famiglia imperfetta ma che si vuole bene e non si lascia intimorire dagli ostacoli della vita e trova   una soluzione per tutto e nel rispetto di tutti.

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