IL DIVIN CODINO

Il campo verde. Un pallone. Il talento. Un ragazzo con un codino dietro la nuca. Stiamo parlando ovviamente di Roberto Baggio. Un grandissimo calciatore rimasto nella storia ma sopratutto nei cuori di tantissimi italiani. La storia di un uomo che non si spezza. Quanti di noi fin da piccoli hanno nutrito il desiderio di diventare  calciatori professionisti? Molti immagino! E per fortuna ai nostri giorni grazie allo “scadere” di arcaici pregiudizi (anche se non sempre), lo possono sognare anche le bambine. Il calcio è solo un gioco? Per molti che lo vivono solamente da spettatori è un passatempo, un pretesto per stare con gli amici e “fare serata” o un loro amante, la loro passione, è quella cosa che li fa stare bene e dimenticare anche se per poco tutti i problemi. Per altri invece è una scocciatura, soprattutto per quelle persone che vogliono stare con i loro migliori amici e per questo accettano di annoiarsi davanti ad uno schermo vedere uomini che rincorrono un pallone. E poi ci sono loro: i giocatori. Sono i veri protagonisti e per loro non è solo un gioco ma un vero e proprio lavoro fatto di sacrifici, sudore e tante pressioni. In quei 90 minuti di gioco mettono tutti se stessi, rappresentano nelle gare mondiali una nazione intera. Da un lato sono riconoscenti della fortuna che hanno: la popolarità e il denaro. Dall’altro lato si sentono costantemente sotto la luce dei riflettori. Roberto Baggio, uno di loro negli anni novanta. Questa pellicola ripercorre non tanto la storia della sua carriera calcistica ma racconta il periodo buio del giocatore. La credibilità persa dopo il mancato tiro in porta nel mondiale del 1994 che vedeva l’Italia contro la squadra verde-oro ossia il  Brasile, e la difficile risalita a livello professionale ma soprattutto morale. Andrea Arcangeli impressionante nelle vesti di Baggio, non si distacca dal suo personaggio, è la perfetta copia. Unica pecca forse sembra essere la sceneggiatura non “completa” nel raccontare il personaggio nella sua totalità. Vengono messi in risalto più i momenti drammatici a discapito di quelli soddisfacenti e felici. Dopo tutto condensare tutto in un unica soluzione sarebbe stato un arduo progetto.

Comments are closed.

WordPress.com.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: