IL CATTIVO POETA

Questa pellicola racconta la storia di un poeta e della sua incapacità di omologazione. Gabriele D’annunzio, un grandissimo letterato italiano che ha dovuto fare i conti con il sistema politico che reggeva a quei tempi: il fascismo. Dapprima sostenitore di Mussolini, di volta in volta però si dissocia finendo per isolarsi. 

Nel film più che la figura di D’Annunzio viene messa in luce la personalità del federale Comini, un ragazzo giovane forse fin troppo per ricoprire una carica che prevede una grande responsabilità. Il giovane infatti si trova a dover fare i conti con due voci interiori: una gli suggerisce di seguire i voleri dei suoi superiori, l’altra invece lo incita a ribellarsi, a non stare ai giochi di gente crudele. Il giovane si ritrova allora spaesato, lo spettatore lo avverte e si immedesima in lui. Sergio Castellito geniale ancora una volta nel calarsi pienamente nei personaggi che si trova ad interpretare. Convincente anche nella sua prima espressione cinematografica Francesco Patanè nei panni del federale Giovanni Comini. Una pagina di storia italiana mai sbiadita nel tempo, forte nelle nostre memorie. Il Vittoriale degli Italiani è la principale base scenografica della pellicola cinematografica, complesso voluto dallo stesso D’Annunzio.

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