GREEN BOOK

“Green Book” é stato proclamato il miglior film di quest’anno, pluricandidato alla serata degli Oscar 2019 che riesce ad aggiudicarsi tre statuette d’oro. Non concordo pienamente con la vincita. Un bel film sì ma che non raggiunge a mio parere un livello altissimo di poesia cinematografica. Un film ricco di stereotipi: il razzismo, la mafia, il maschilismo e l’omofobia. Ingredienti troppo “facili” da utilizzare per cercare il consenso del comune sentire facendo breccia così molto più facilmente al cuore degli spettatori. Una fiaba e come tutte le belle novelle finisce a lieto fine: il cattivo diventa buono e il ricco aiutai il povero. Il film narra principalmente l’incontro tra due universi, tra due uomini così diversi tra loro che imparano a condividere le stesse avventure mettendo alla prova le loro diversità. Un collaborazione che li porterà a cambiare nell’animo, a guardare il mondo con occhi diversi, con gli occhi di quello che fino ad allora ritenevano un loro avversario. Uno scontro che diventa incontro. Una guerra che si trasforma in pace. Un impegno lavorativo che si muta in un’avventura, in una crescita personale. Questa pellicola ricorda chiaramente il lungometraggio “Il Sorpasso” di Dino Risi. Sono passati 57 anni all’incirca ma le tematiche rimangono le stesse: la forza del cambiamento, la resistenza ai mutamenti sociali e il racconto di un’amicizia on the road. Se prestate attenzione la pellicola in bianco e nero è ambientato durante le ferie estive del Ferragosto mentre quella attuale ruota attorno al Natale. Perchè questa scelta? É forse un caso? A parar mio non è puramente un caso. Le festività si sa che riscaldano il cuore, che fanno riappacificare animi difficili, che mettono quiete là dove si verificano delle complicazioni. Bruno e Roberto non avranno però lo stesso finale raggiunto invece da Shirley e Tony. Ieri è stato preferito un finale amaro, oggi invece è stato preferito un finale dolce. Ieri è stata scelta la crudezza dei rapporti ma sopratutto della vita che non sempre sa essere brillante e giusta. Oggi è stata addolcita la pillola, hanno chiuso gli occhi allo spettatore per non farlo svegliare dall’incantesimo della felicità. E a noi tutto sommato va bene così

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