ESTATE 1993

In un primo momento lo spettatore rischia quasi di annoiarsi data la lentezza del racconto.
Solo con il procedere della visione lo spettatore comprende fino in fondo cosa il regista ha voluto raccontarci.
Il titolo già ci racchiude lo spazio temporale raccontateci. A tutti accade che rimangano fissi nella memoria luoghi e date che colleghiamo a determinati momenti della nostra vita che ci hanno segnato nel bene o nel male. Estate 1993 è la pagina di vita di una famiglia spagnola che ha dovuto superare un grave lutto famigliare dal quale vari componenti della famiglia sono stati segnati. Lo spettatore è come se stesse spiando le vicende della famiglia dal buco di una serratura, in silenzio angosciato e anche divertito. Un tempo sospeso tra realtà e fantasia che vede protagonista assoluta Frida, una bambina dagli occhi colmi di rabbia, dolore, paura e insicurezza che penetrano il tuo inconscio. L’attrice che la interpreta riesce pienamente a trasmettere tutte le emozioni, in grado di farci immedesimare in quello che racconta e sente.
Un film intensamente emozionante nelle piccole cose. Non c’è bisogno di una colonna sonora, non ci sono grandi dialoghi. Un vuoto riempito da emozioni.

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