CAFARNAO

Straziante. Drammatico. Colpisce dritto al cuore. Anche il cuore più crudo non può che non sciogliersi innanzi alla storia del piccolo Zain. Colonna sonora emozionante. Sguardi degli interpreti che si scagliano come micce allo spettatore. I temi principali sono la maternità, la povertà, l’amicizia, la speranza, la forza della vita. Tutti noi sappiamo che in alcune parti del mondo la povertà è una normalità, un fatto socialmente conosciuto ma che ogni volta che ci viene portato alla memoria nuovamente ci scuote. L’esistenza è un puzzle: da quando ci mettono al mondo cominciamo a costruire il nostro percorso passo per passo. Ad ogni caduta ci spezziamo ma dopo ogni traguardo ci ricomponiamo e così via. Qualcuno ha la fortuna di trovare subito l’incastro perfetto ad altri invece occorre più tempo. Il risultato di ognuno è diverso composto da diversi tasselli in base alle proprie esigenze, alle proprie virtù, alla propria disponibilità. Il segreto per completare il puzzle è ricavare dalla proprie paure, dalle proprie insicurezze e dai propri problemi il lato migliore di noi. Zain fa proprio questo. Nonostante non abbia nulla, non abbia desideri, non abbia progetti per il futuro è un ragazzo in gamba che non si lasci sopraffare dalle problematiche che quotidianamente deve affrontare. Da solo o grazie agli amici che incontrerà durante il suo percorso riuscirà nel suo intento: colpevolizzare e rinnegare i propri genitori. Zain Alrafeea è uno splendido interprete: la sua corporatura minuta risulta essere perfetta per la parte che interpreta, il suo sguardo è allo stesso tempo minaccioso e dolce, la sua forza è esplosiva.

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