AMERICA LATINA

GENERE: Thriller

PAESE: Italia

DURATA: 1 ora e 30 min     

PIATTAFORMA: visto al Cinema Omg Cinemas Mestre

Un uomo, un professionista. Ma prima di essere un dentista affermato per Massimo la cosa più importante è essere un marito e un padre. Sua moglie e le sue due figlie sono i suoi gioielli preziosi da custodire e farebbe di tutto per proteggere la sua famiglia. La vita scorre “normalmente”. Improvvisamente però qualcosa cambia. Una scoperta terribile metterà sottosopra la vita dell’uomo e metterà a dura prova la sua umanità, la sua coscienza. Per cambiare una semplice lampadina, in cantina Massimo inciampa in una cruenta verità. Una ragazza, un’adolescente trasandata, legata ad un tubo ed imbavagliata. Una scena surreale per l’uomo che non crede a quello che sta assistendo. Innumerevoli quesiti prendono forma nella sua testa: perché la ragazza si trova a casa sua? chi e per quale motivo l’ha rapita? perché né sua moglie né le sue figlie non ne sanno niente o gli nascondono la verità? Tutte queste ed altre domande gli si accendono dentro, un incendio è divampato e non riuscirà mai a spegnerlo anzi le fiamme col trascorrere del tempo si faranno sempre più alte. Massimo si trova dentro ad un labirinto e non riesce a trovare la via d’uscita. Il protagonista dubiterà della sua famiglia, del suo migliore amico fino ad arrivare a dubitare anche di se stesso. Senza svelarvi l’esito delle sue ricerche, vi posso dire che il finale del film vi stravolgerà. Tutto quello che avrete visto prenderà un’altra piega solo alla fine della pellicola. In Massimo si cela una verità che ribalterà gli scenari e il senso di ogni cosa.

Da un punto vista tecnico, il film si presenta lento ma allo stesso tempo fluido. Tutto scorre in maniera lineare, senza intoppi, ad un ritmo rallentato ma allo stesso tempo incalzante. Lo spettatore infatti non è mai annoiato durante la visione anzi è immerso sempre più nella storia e assieme al protagonista vuole risolvere l’enigma del colpevole, artefice del rapimento della ragazza sconosciuta. Tutti gli elementi sono al posto giusto. La colonna sonora o meglio gli effetti sonori sono puntualmente taglienti, sottolineano benissimo gli stati d’animo e le scene nel loro complesso. La sceneggiatura è disinvolta, semplice e stimolante.

Scenografia che si amalgama nel racconto grazie ad ampi spazi, per lo più cupi ed impersonali. Ambientazioni che testimoniano la solitudine del protagonista, la sua instabilità psicofisica. 

Elio Germano semplicemente fantastico. Ancora una volta fa breccia nello spettatore, totalmente catturato dalla sua padronanza nella gestualità e dalla sua bravura ad esprimere  un’ampia gamma di sentimenti.

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